«Health inequalities are not inevitable and can be significantly reduced… avoidable health inequalities are unfair and putting them right is a matter of social justice. There will be those who say that our recommendations cannot be afforded, particularly in the current economic climate. We say that it is inaction that cannot be afforded, for the human and economic costs are too high (3)».
«Le disuguaglianze in materia di salute non sono inevitabili e possono essere significativamente ridotte… evitabili. Le disuguaglianze in materia di salute sono ingiuste e porvi rimedio è una questione di giustizia sociale. Ci sarà chi dirà che le nostre raccomandazioni non sono sostenibili, soprattutto nell’attuale contesto economico. Noi affermiamo che è l’inazione che non ci si può permettere, poiché i costi umani ed economici sono troppo elevati (3)».
Equità sanitaria in Inghilterra: la Marmot Review a 10 anni di distanza
Gli studi di Michael Marmot hanno dimostrato che la salute delle persone dipende da tanti fattori la cui rilevanza è spesso trascurata. Sono giustamente enfatizzati i danni causati dal fumo di sigaretta, dall’ipertensione arteriosa, dal livello di colesterolo nel sangue, ma ci si sofferma troppo poco sul fatto che l’insorgenza di malattie e la morte precoce sono più probabili nella fascia di popolazione con redditi bassi e bassi livelli di istruzione; queste condizioni, infatti, sono associate a stili ed ambienti di vita meno salutari.
La conoscenza di questi aspetti e delle conseguenze legate alle loro variazioni è importante perché consente di riconoscere quali interventi possono portare benefici sulle popolazioni.
Prendendo in esame la situazione in Inghilterra, nel documento Health Equity in England: The Marmot Review 10 Years On, pubblicato nel 2020, si evidenzia come, dopo un secolo di progressi costanti, l’aspettativa di vita in Inghilterra si sia arrestata e le disuguaglianze sanitarie stiano aumentando in modo scioccante.
Dieci anni dopo il suo primo storico rapporto, il Professor Sir Michael Marmot lancia un nuovo grido d’allarme: se la salute smette di migliorare, significa che la società ha smesso di progredire.
IN SINTESI
Il rapporto rivela una realtà brutale: per le donne nelle comunità più povere al di fuori di Londra, l’aspettativa di vita è addirittura diminuita.
Non si tratta solo di quanto viviamo, ma di come viviamo: il tempo trascorso in cattiva salute sta aumentando per tutti e il divario tra chi sta “in cima” e chi sta “in basso” nella gerarchia sociale è sempre più ampio.
COSA DETERMINA LA SALUTE
La salute non dipende solo dalla qualità della cura e dell’assistenza all’interno degli Ospedali, ma dalle condizioni in cui nasciamo, cresciamo, viviamo e lavoriamo. Il rapporto evidenzia come le politiche dell’ultimo decennio abbiano influenzato negativamente i determinanti sociali della salute:
- Povertà infantile in aumento: Oltre 4 milioni di bambini vivono in condizioni di indigenza.
- Lavoro precario: Un’esplosione di contratti a “zero ore” e salari reali che restano al di sotto dei livelli del 2010.
- Crisi abitativa: Case sempre più inaccessibili, fredde o sovraffollate che minano la salute mentale e fisica.
- Comunità dimenticate: Tagli ai servizi nelle aree più povere, specialmente nel Nord dell’Inghilterra.
OBIETTIVO PER IL FUTURO: RIMETTERE LA SALUTE AL CENTRO
Le disuguaglianze di salute non sono inevitabili, sono il risultato di scelte politiche ed economiche.
Il rapporto Marmot propone una visione ambiziosa: un’economia che metta al primo posto il benessere e la dignità umana anziché la semplice crescita del PIL.
Le raccomandazioni chiave includono:
- Dare a ogni bambino il miglior inizio possibile, riducendo la povertà infantile al 10%.
- Garantire un tenore di vita sano per tutti, adeguando il salario minimo e i sussidi.
- Creare posti di lavoro dignitosi e ridurre l’insicurezza contrattuale.
- Investire massicciamente nelle comunità più svantaggiate, seguendo il principio dell’universalismo proporzionato (servizi per tutti, ma con intensità maggiore dove il bisogno è più alto).
Ignorare queste evidenze ha un costo umano ed economico insostenibile: solo per il sistema sanitario, le disuguaglianze costano oltre 12,5 miliardi di sterline l’anno.
Il rapporto conclude con un appello diretto al Primo Ministro: è necessaria una strategia nazionale guidata dal cuore del governo per invertire questa tendenza ed evitare di “perdere una generazione”.